Textus Originalis

«Iddio celebrò il significato di tal nome con un «giuramento (1)». «Segui [o principe] gli [avvisi de'] dotti, se ti «piace; e se no, cammina pure a tentoni (2)». Sappi [o lettore] come la lezione Siqillīah col sīn e il kasr, messa dopo quella di Ṣaqallīah, mostra a prima vista che il ṣād, secondo l'autore, facea sillaba con un fatḥ; e per questo egli notò precisamente che al sīn andava messo un kasr. Ma, com'egli poi dice che que' due nomi tornano ad un solo, così parrebbe doversi mettere il kasr, al ṣād. Se non che si può supporre che il nome di Ṣiqillīah, arabizzato, abbia subite due modificazioni; l'una, cioè, di mutare il sīn in ṣād, e l'altra citati questi due versi, Bibl., pag. 672, lin. 10. Il Fleischer vuol che si legga 'Al madīnah, che tornerebbe alla celebre città del profeta. Si vegga la mia St. de' Mus., II, 503, dov'io supposi che si alludesse ad Atene; e le Nuove Annotazioni del Fleischer, nella mia Appendice, pag. 27. Temo che né io né il mio dotto maestro abbiamo sciolto l'enimma: né può spiegarsi con la 'Udaynah o cAdīnah, villaggio di Tācizz nel Yaman, notato da Yāqūt, ediz. Wüstenfeld, III, 624. (1) «Per l'olivo e pel fico!» Così incomincia, nel Corano, la sūra XCV. Traduco questo emistichio secondo la spiegazione che ne dà il Suyūṭī, l. c. I comentatori del citato passo del Corano non son d'accordo sul significato del giuramento pel fico e l'ulivo. Alcuni credono che si accenni a que' due alberi, per la eccellenza e utilità dei frutti loro; altri a due monti presso Gerusalemme; altri alle moschee di Damasco e di Gerusalemme; altri a questi due paesi. Ma cosìfatte interpretazioni non ci aiutano per nulla a indovinare il nome «di questa sorella» della Sicilia. (2) Il componimento dal quale son tolti questi due versi sembra dedicato ad un regolo di Sicilia; forse 'Ibn Mankūd, principe di Mazara.