Textus Originalis

e abbonda di frutta. Quando Mūsā ('ibn Nuṣayr) conquistò la Spagna, ei mandò per mare una banda dell'esercito contro quest'isola, l'anno novantadue. Sbarcati che furono [i Musulmani], i Cristiani raccolsero tutto il vasellame d'oro e d'argento che aveano e lo buttarono in mare, entro il loro porto. Nascosero poi il danaro in un palco che costruirono nella lor chiesa maggiore, sotto il palco primitivo. I Musulmani fecero in Sardegna immensa preda, [tale] da non potersi descrivere, e [con ciò] commisero moltissime frodi [contro l'erario musulmano]. Or egli accadde che un Musulmano, bagnandosi nel porto, sentì al piede un inciampo, e cavato fuori l'oggetto nel quale s'era imbattuto, vide un vassoio di argento: allora i Musulmani presero tutti [i tesori] che quivi si trovavano. Entrato un altro musulmano nella chiesa della quale [si è detto], vide una colomba, le tirò con l'arco; ma fallito il colpo, la saetta andò a rompere un asse del palco, donde cascarono alcuni dīnār. I Musulmani preser tutto questo e commisero grandi frodi contro lo Stato (1). Chi ammazzava un gatto, lo sventrava, lo riempiva di dīnār, ricuciva la pancia e buttava la carogna sulla via, per andarla a riprendere quand'egli uscia dalla chiesa. Fuvvi chi adattò l'impugnatura della spada sopra il fodero, riempitolo pria d'oro. Quando essi rimontarono su le navi e furono in [alto] mare, sentirono una voce che gridava: «Sommergili o Sommo Iddio!» e tutti annegarono dal primo fino all'ultimo. Ritrovata poi la più parte dei cadaveri dei naufraghi, si vide che avean le cinture piene di dīnār. (1) Si vegga il significato ch'io do a questo luogo del testo nell'Appendice, Nuove Ann., pag. 27.