Textus Originalis

L'anno centrentacinque (18 lug. 752-6 lug. 753) cAbd 'ar Raḥmān 'ibn Ḥabīb 'ibn 'abī cUbaydah, 'al Fihrī (il Coreiscita) osteggiò questa isola e menò grande strage degli abitatori. Questi poi si sottomisero a pagar la ǧazīah; e fu riscossa. D'allora in poi l'isola non fu molestata da alcun musulmano e i Rūm ristorarono le condizioni di quella (1). Nell'anno trecentoventitrè (11 dic. 934 - 29 nov. 935) 'Al Manṣūr 'ibn 'al Qāym, 'al cAlawī (lo Alide, ossia Fatimita), principe dell'Affrica [propria], spedì da 'Al Mahdīah un'armata che, toccata Genova (2), la espugnò. I Musulmani, piombati [all'ritorno?] addosso a' Sardi, fecero prigioni in quest'isola e bruciaron molte navi. Distrussero Genova e fecero preda di quanto v'era. L'anno quattrocentosei (21 giugno 1015 - 9 giugno 1016) Muǧāhid 'al cAmirī, principe di Dānyah (Denia, in Spagna), partito da quella città con centoventi navi, assalì quest'isola; la conquistò; uccise Mālūṭ (3) e trasse in cattività le donne e i bambini. Il (1) È sempre il verbo cAmara, che vuol dir insieme «popolare, coltivare, esercitare industrie, ecc.». (2) Questo nome, ch'è sbagliato nel testo, si corregge con certezza secondo un luogo dell'autore stesso, Bibl., p. 254, anno 323, ed uno di 'An Nuwayrī, Bibl., p. 459, anno 323. (3) Questa lezione è chiarissima nel bello e corretto codice C. Il Tornberg ha seguita invece (tomo IX, pag. 150) una lezione che sostituisce al nome proprio la proposizione «e fé' molto», talché si dovrebbe tradurre «uccisero, oh quanto!». Accostandosi il Fischer (Nuove Annot., pag. 31) alla lezione del Tornberg, mi scrisse nell'aprile 1875: «Quant à Mālūṭ et Fa'aktara je ne demanderais pas mieux que de m'arranger avec ce monsieur Malout, si j'avais le plaisir, je voulais dire l'honneur, de le connaître dans