Textus Originalis
Ṭanǧah (Tanger) (1) al proprio figliuolo 'Ismacīl: e mandò Ḥabīb 'ibn 'abī cUbaydah 'ibn cUqbah 'ibn Nāfic a fare scorrerie nel Maġrib (Occidente). Questo Ḥabīb arrivò infino ad 'As Sūs 'al 'Aqṣà (Sus sull'Atlantico) e alla terra del Sūdān; vinse quanti gli vennero incontro per combatterlo, e fece grandissima preda e moltissimi prigioni, ispirando gran terrore ai popoli di quelle regioni occidentali. Tra gli altri ei prese due giovani berbere, che non aveano se non che una mammella. Indi ei ritornò sano e salvo. L'anno medesimo cendiciassette ['Ibn 'al Ḥabḥab] mandò all'isola di Sardegna un esercito, che ne occupò alcuni paesi; li saccheggiò e ritornò con la preda. L'anno cenventidue [il wālī d'Affrica] commesse ad Ḥabīb di fare una scorreria in Sicilia insieme col suo figliuolo cAbd 'ar Raḥmān 'ibn Ḥabīb. Sbarcati che furono, Ḥabīb mandò cAbd 'ar Raḥmān coi cavalli; il quale prostrò quanti [nemici] gli si fecero incontro, e riportò tanta preda che non se n'era mai vista [copia] sì grande. Arrivato alla città di Siracusa, ch'è una delle più grandi dell'isola, gli uscirono all'incontro [i Cristiani], ed ei li sconfisse e assediolli; tanto che fecero l'accordo di pagar la ǧiziah; ond'egli ritornossene al suo padre. Proponeasi (1) Il codice ha Ǧ.h.ǧ.l, al qual nome adattando punti diacritici e vocali, si potrebbe leggere Ǧīǧil, nota città nell'Affrica settentrionale. Ma il Bayān, I, 38, e 'Ibn Ḫaldūn, Hist. de l'Afrique, ecc., ediz. Des Vergers, testo, pag. 10, hanno Tanger, e così lo stesso 'Ibn 'al 'Aṯīr, un po' più innanzi, in questo capitolo.