Textus Originalis
Ḥabīb di rimanere in Sicilia per insignorirsi di tutta l'isola, quando gli arrivò una lettera di 'Al Ḥabḥab che richiamavalo in Affrica. La cagione fu che il suo figliuolo 'Ismacīl, preposto a Tanger insieme con cUmar 'ibn cAbd 'Allah 'al Murādī, si era comportato male ed avea trapassati i limiti [della legge]; tanto che volea levar la quinta sopra i Berberi musulmani, pretendendo ch'ella fosse fay' (1) [della repubblica] musulmana: al che non era mai trascorso alcun [reggitore] prima di lui. I Berberi, avuto sentore che Ḥabīb 'ibn cUbaydah era ito in Sicilia con gli eserciti, bramarono [di far novità]; onde, violata la pace [che aveano ferma] con cAlī 'ibn 'al Ḥabḥab, presero le armi contro lui, tutti quanti di lor nazione, Musulmani o Infedeli. La sollevazione divenne gravissima. I Berberi di Tanger fecero lor capo Maysarah 'al Maṭġarī (della tribù berbera di Maṭġarah) (2), l'acquaiuolo, uom di setta ṣifrīta (3). Investita Tanger da costoro, si fece a combatterli cUmar 'ibn cAbd 'Allah: e l'uccisero. Insignoritisi poi di Tanger, gridarono califo Maysarah; gli prestarono giuramento di fedeltà: [perfino lo intitolarono] nella preghiera pubblica, Comandator dei Credenti. Ingrossata la moltitudine dei Berberi suoi se- (1) Si vegga il significato di questo vocabolo qui sopra, pag. 297. (2) Il mio testo ha Mudāġarī; T, Madġūrī. Seguo la lezione di 'Ibn Ḫaldūn, qui appresso a pag. 465 del testo; la quale è conforme al nome della tribù, dato dallo stesso autore nella Storia de' Berberi, testo, I, 151, e versione francese, I, 237, ed anche nello stesso vol., pag. 172, 216. (3) I Ṣifrī eran ramo del ceppo di setta politica chiamato dei Ḫāriǧ, ossia «uscenti» dall'obbedienza.