Textus Originalis

e valoroso. Questi fece una scorreria nell'Affrica [propria]; prese dei mercatanti in quelle costiere; le saccheggiò e vi si mantenne alquanto. Poscia il re dei Rūm scrisse a Costantino, comandandogli di prendere Eufemio, capitano dell'armata, e punirlo [d'un misfatto imputatogli]. Eufemio, avuto sentore di ciò, palesò il caso alla sua gente, la quale sorse a prò di lui, e lo aiutò a resistere. Ond'egli, ritornato con le navi in Sicilia, impadronissi della città di Siracusa. Costantino mosse contro di lui: vennero alle mani, e Costantino fu rotto e riparò nella città di Catania. Eufemio mandò contro di lui delle truppe; ma quegli fuggì; fu preso e morto, ed Eufemio gridato re. Questi allora prepose ad una regione dell'isola un uomo per nome Balāṭah (1); il quale spiccossi da Eufemio e rivoltossi contro di lui, insieme con un suo cugino per nome Michele, governatore della città di Palermo. Accozzato da costoro un grande esercito, essi portaron guerra ad Eufemio; lo sconfissero; e Balāṭah insignorissi della città di Siracusa. Indi Eufemio e i suoi partigiani se n'andarono con le navi loro in Affrica. Arrivati ch'ei furono, Eufemio mandò oratori all'emiro Ziādat 'Allah, chiedendogli aiuto e profferendogli la signoria dell'isola di Sicilia. Mandò seco lui Ziādat 'Allah un esercito, del mese di rabīc primo dell'anno dugento dodici (31 maggio a 29 giugno 827). Arrivati alla città di Mazara, in Sicilia, i Musulmani mossero contro Balāṭah, il nemico di Eufemio. Venne loro all'incontro (1) Secondo la ortografia usata dagli Arabi pe' nomi greci o latini, si potrebbe anche leggere B.lāṭuh (Plato? Pilato?).