Textus Originalis

frica 'Al Faḍl 'ibn Yacqūb; il quale corse con una gualdana fino alle parti di Siracusa, e tornò con molto bottino. Un'altra grossa gualdana avea fatta preda e ritornava, quando le attraversò la strada il patrizio, re dei Rūm in Sicilia, con gran gente. I Musulmani afforzaronsi contro questi Rūm in un terreno montuoso, [coperto] di folte boscaglie, sì che il patrizio, non potendo combatterli, aspettò fino a vespro; ma veduto che non scendeano all' [aperto], tornò addietro, e i suoi soldati, sciolte le file, si sparpagliarono. Il che vedendo i Musulmani, piombarono addosso a loro con una carica per davvero, e li ruppero. Il patrizio, colpito di lancia e ferito in molte parti del corpo, cadde di cavallo: accorsero a liberarlo i più valorosi del suo esercito e lo portaron via. I Musulmani fecero preda d'ogni cosa: armi, arnesi, giumenti: e fu gran fatto d'arme. Dall'Affrica poi Ziādat 'Allah mandava emiro in Sicilia 'Abū 'al 'Aġlab 'Ibrāhīm 'ibn cAbd 'Allah; il quale, arrivato nell'isola di mezzo ramaḍān (12 sett. 835), fece salpare un'armata, che incontronne una dei Rūm piena di gente. I Musulmani predarono (1) . . . , ed 'Abū 'al 'Aġlab fece mozzar le teste ai prigionieri. Egli mandò un'altra armata a Pantellaria; la quale trovò in quest'isola una ḥarrāqah (2), con alcuni Rūm ed un [musulmano] d'Affrica fattosi cristiano. L'armata riportò costoro [ad 'Abū 'al 'Aġlab], (1) Breve spazio bianco nel codice. Probabilmente dee dire «la roba», o «quanto v'era». (2) V. su questo vocabolo la mia St. dei Mus., I, 302, seg., dove è trascritto ḥarrāka.