Textus Originalis
Ziādat 'Allah 'ibn 'al 'Aġlab e del governo del suo fratello 'Al 'Aġlab (1). Quest'anno, il quattordici raǧab (11 giugno 838), morì Ziādat 'Allah 'ibn 'Ibrāhīm 'ibn 'al 'Aġlab, emiro dell'Affrica [propria], all'età di cinquantun anno, nove mesi ed otto giorni. Avea tenuto il governo per ventun anno e sette mesi; nel quale gli successe il suo fratello 'Abū cAffān 'al 'Aġlab 'ibn 'Ibrāhīm 'ibn 'al 'Aġlab. Costui accarezzò il ǧund (2); riparò molti aggravii; accrebbe gli stipendi degli cāmil; raffrenò gli abusi loro sopra i sudditi, e vietò in 'Al Qayrawān il nabīḏ (3) e il vino. Ei mandò, l'anno dugenventiquattro (23 nov. 838 - 11 nov. 839), in Sicilia una gualdana, che fece preda e [ritornò] incolume. L'anno dugentoventicinque (12 nov. 839 - 30 ott. 840) parecchie castella di Sicilia fecero l'accordo coi Musulmani: tra le altre Ḥiṣn 'al Ballūṭ (Caltabellotta), 'Iblāṭanū (Platano), Qurlūn (Corleone), e Marw (4). Un'armata di Musulmani, passata in Calabria, e riportate delle vittorie, scontrassi con un'armata del principe di Costantinopoli; appiccò la battaglia e messe in fuga quest'armata nemica, la quale ritornossene scompigliata a Costantinopoli: e questa fu segnalata vittoria. L'anno dugentoventisei (31 ott. 840 - 20 ott. 841) una gualdana musul- (1) A, I, 185 verso; C, IV, 192 recto, con principio e fine diversi. (2) Ossia milizie stipendiate. (3) Bevanda cavata dai datteri o dall'uva passa. (4) È il nome di una celebre città del Ḫurasān. La lezione, sbagliata di certo, può correggersi 'Alirnāw (Marineo), o meglio M awrū (Mauro; Calatamauro, della quale nel Cap. VII, pag. 93 di questo volume).