Textus Originalis
gioni, ['Al cAbbās] messe a morte quegli uomini e tirò verso la città di Castrogiovanni, [il cui contado] cominciò a saccheggiare, ardere e darvi il guasto, a fin di tirare [a battaglia] il patrizio. Il quale non sortì mica: onde 'Al cAbbās ritornossene [in Palermo]. Uscito di nuovo l'anno dugento trentotto (23 giugno 852 - 11 giugno 853), egli corse infino a Castrogiovanni con grandi forze, depredando e guastando. Si avanzò poscia fino a Catania, Siracusa, Noto, Ragusa; nei [contadi delle] quali città fece prede, guastò ed arse: poi, messo il campo a Butera, assediolla per cinque mesi, e [in ultimo] fermò l'accordo coi cittadini, che gli dessero cinque mila capi [di schiavi]. L'anno quarantadue (10 mag. 856-29 apr. 857) 'Al cAbbās, marciando con poderoso esercito, prese molte (1) castella. L'anno quarantatrè mosse contro Castrogiovanni, il cui presidio gli uscì contro: ed egli lo ruppe, fecene strage e tirò innanzi sopra Siracusa, Taormina ed altre città, [nei cui contadi] depredò, diè il guasto ed arse. Messo poi il campo sotto 'Al Qaṣr 'al Ǧadīd (2), strinse sì fortemente i Rūm che v'eran dentro, ch'essi gli offrivano quindici mila dīnār; ma e' non li accettò e continuò l'assedio; tanto che gli consegnarono la fortezza, a condizione di farne uscir libere dugento persone. Accettato questo patto, insignorissi del paese; vendè quante persone (1) Alcuni codici hanno: cinque. (2) Ossia «il castello nuovo». Il codice A, ha in vece del secondo vocabolo, ḥudayd, che significherebbe per forma grammaticale «il piccol ferro». Del resto si confronti 'Ibn Ḫaldūn, nella Bibl., testo, pag. 471, e la mia St. de' Mus., I, 326, 327.