Textus Originalis

v'erano all'infuori delle dugento, e diroccò il castello. Iddio poi sa il vero. Espugnazione di Castrogiovanni (1). L'anno dugento quarantaquattro (19 aprile 858 - 7 aprile 859) i Musulmani espugnarono la città di Castrogiovanni, sede del re di Sicilia. Il re stava prima in Siracusa; ma quando i Musulmani s'impadronirono di una parte dell'isola, la capitale fu tramutata a Castrogiovanni, come in più valida fortezza. Questa città fu presa nel seguente modo. Avea mosso 'Al cAbbās con gli eserciti musulmani alla volta di Castrogiovanni e di Siracusa, ed avea fatta uscire [in corso] un'armata; la quale s'imbattè in quaranta salandre dei Rūm, e con fiera battaglia sconfisse il nemico e gli prese dieci salandre con tutta la gente che le montava. Ritornò 'Al cAbbās alla città [di Palermo]. Venuto l'inverno, ei mandava una gualdana; la quale, arrivata a Castrogiovanni, depredò e diè il guasto, e ritornò, menando seco un uomo di alto stato e di gran seguito appo i Rūm. Comandava 'Al cAbbās di metterlo a morte. Ei gli disse: «Risparmiami la vita, che ho un buon con«siglio per te». «E che è questo?» domandò l'emiro. Quegli rispose: «Ti renderò padrone di Castrogiovanni: e il modo sarà il seguente. In quest'inverno «e tra queste nevi, i cittadini son sicuri che voi non «li assalirete; ond'e' non fanno buona guardia. Se «tu mandi meco un corpo dell'esercito, io vi intro«durrò nella città». Trascelse 'Al cAbbās circa due mila cavallieri, dei più prodi e volonterosi; coi quali mosse [ei medesimo], ed arrivato non lungi dalla città, (1) A, II, 20 recto; C, IV, 215 verso.