Textus Originalis
L'anno dugento cinquantaquattro (1 genn. a 19 dicembre 868) a dì venti di rabīc primo (19 marzo) Ḫafāǧah uscì [di nuovo a guerreggiare]; mandò il suo figliuolo Muḥammad con le ḥarrāqāt (1) e inviò una gualdana a Siracusa; la quale attendeva a far preda, quand'ebbe avviso che un patrizio era partito da Costantinopoli con poderose forze. Arrivato che fu questi in Sicilia, gli si fece incontro una schiera di Musulmani; e dopo fiera battaglia furono rotti i Rūm; fattane strage, e i Musulmani ne riportarono gran preda. Cavalcando poi verso Siracusa, Ḫafāǧah guastava le messi, depredava il contado; e ritornato in Palermo, mandava per mare il figliuolo Muḥammad, il dì primo di raǧab (26 giugno 868) contro la città di Ġ.tah (Gaeta?) (2); alla quale ei pose l'assedio e sparse le sue genti nei dintorni; sì che fece preda, ne caricò le navi e ritornò in Palermo, del mese di šawāl (23 sett. - 21 ottobre). L'anno cinquantacinque (20 dic. 868-8 dic. 869) Ḫafāǧah mandò il suo figliuolo Muḥammad alla città di Taormina (3), ch'è delle più belle di Sicilia. Il quale mosse nel mese di ṣafar (19 genn. a 16 febb. 869). Mandovvi Ḫafāǧah, insieme col proprio figliuolo, un tal che avea promesso d'introdurre i Musulmani in città per un sentiero a lui noto. Arrivati che furono presso Taormina, Muḥam- (1) «Navi incendiarie». Si vegga la St. de' Mus., I, 302, 304, III, 776, e qui innanzi, pag. 370, nota 2. (2) A, tom. II, cAtah. Credo si debba leggere Gaeta. La prima lettera cayn diviene ġayn sol che vi si metta un punto. Si vegga circa la probabilità di questa lezione, la St. de' Mus., I, 378, 379. (3) A, tomo I, Ṭ.b.rs.