Textus Originalis
mad rimase addietro, e mandò una parte delle sue genti a piè con la guida; la quale [veramente] fece entrare in città i Musulmani. S'impadroniron essi della porta e del muro [attiguo], e si rilessero a far prigioni e preda; ma come Muḥammad 'ibn Ḫafāǧah e le genti rimase con lui tardavano ad arrivare dopo l'ora alla quale avean promesso di trovarsi [sotto la città], così [i Musulmani già entrati] pensarono che il nemico, assalite le altre schiere, lor avesse tagliata la via. Pertanto abbandonarono confusamente la città, mentre Muḥammad giugneva alla porta col rimanente dell'esercito. Visti i suoi che uscivano, ei voltò faccia e se ne tornò. Il medesimo anno, di rabīc primo (17 febbraio a 18 marzo) Ḫafāǧah mosse verso .r.ṣah (Tiracia? oggi Randazzo?) (1) e mandò il figliuolo con un grosso di gente contro Siracusa. Il quale, incontrato il nemico che avea grandi forze, venne a battaglia con quello: e i Musulmani n'ebbero la peggio, sì che, lasciati dei morti sul campo, ritornarono appo Ḫafāǧah. Questi sopraccorse a Siracusa, l'assediò (2); strinsela fortemente; guastò i paesi [circostanti] e le messi del contado; e ritornava a Palermo quando, posato presso il Dittaino e rimessosi in viaggio la notte, (1) A, tom. II, B.r.ṣah; T, M.r.ṣah. Se si leggesse Tīrāṣah, risponderebbe a Tiracia, che alcuni credon torni alla odierna Randazzo. Cf. St. de' Mus., I, 350. (2) Il codice C, dopo le parole «l'assediò» ha: «per alcuni «giorni; tagliò le messi e gli alberi, e ritornando posò presso il Dit«taino; indi, rimontato a cavallo prima dell'aurora, l'assalì improv«visamente uno del ǧund e l'uccise, il primo di raǧab, ecc.», come nell'altro codice.