Textus Originalis

di Sicilia. Egli fabbricò delle castella e dei posti di guardia sulla costiera (1). È in Ponente una provincia detta la Gran Terra [d'Italia], distante da Barca quindici giornate. Quivi giace a spiaggia di mare una città chiamata Bārah (Bari) (2): la cui popolazione è cristiana, pur non [appartiene alla schiatta] dei Rūm. Fu osteggiata questa città da Ḥayāh (3), liberto di 'Al 'Aġlab; ma costui non potè insignorirsene. La riassaltava Ḫalfūn, il berbero, liberto, come si dice, [della tribù arabica] di Rabīcah; e riusciva ad espugnarla sotto il califato di Mutawakkil. Dopo Ḫalfūn, resse Bari un uom per nome Mufarraǧ 'ibn Sālim (4); il quale prese e tenne [in quella regione] ventiquattro castella, e fatto signore di questo [novello territorio musulmano], scrisse al wālī di Egitto (5), informandolo del fatto, e aggiugnendo com'egli non sperava benedizione divina per sé né per alcuno dei Musulmani che lo seguivano, se il pontefice [musulmano] non gli conferisse il comando militare della provincia e l'ufizio di wālī della medesima; nel qual modo egli sperava d'uscir dal novero degli [illegittimi] occupatori. [Intanto] ei fondò una moschea ǧāmic (cattedrale). Poscia i suoi, tumultuando contr'esso, l'uccisero (6). (1) Lo squarcio che segue è copiato in parte dal testo di 'Al Balāḏurī, qui sopra, Cap. XXIV, § 2, p. 269: ond'ho copiata anch'io la mia traduzione, eccetto ne' luoghi ov'è diverso il testo. Questo poi non è intero in 'Ibn 'al 'Aṯīr. (2) I codici danno questo nome senza punti diacritici. (3) In 'Al Balāḏurī: Ḥablah. (4) Ibid. Sallām. (5) Ibid. «Al direttor della posta in Egitto». (6) Fin qui il luogo di 'Al Balāḏurī.