Textus Originalis

fattori. Solea rendere ragione nella moschea ǧāmic di 'Al Qayrawān ogni giovedì e ogni lunedì; nei quali giorni ei sentiva con pazienza le querele dei litiganti e facea giustizia a ciascuno. [Sotto il suo governo] le carovane e i mercatanti viaggiavano sicuri per le vie [pubbliche]. Egli fabbricò su la costiera [dell'Affrica settentrionale] delle castella e dei posti di guardia; in guisa che, accendendosi un fuoco a Ceuta, il segnale arrivava ad Alessandria entro una notte. Fabbricò similmente un muro intorno la [città di] Susa; pensò di fare il pellegrinaggio; represse i soprusi, e mostrò devozione ed astinenza. Conscio però che, s'egli avesse presa la via dell'Egitto per andare alla Mecca, ne sarebbe stato impedito da 'Ibn Ṭulūn, principe del paese, e che sarebbe seguita da ciò guerra tra lor due e spargimento di sangue musulmano, 'Ibrāhīm volle intraprendere il viaggio per [la via] della Sicilia, a fin di compiere insieme i [due precetti del] pellegrinaggio e della guerra sacra, ed espugnare il rimanente delle castella di quell'isola. Tratto fuori [dal tesoro e dagli arsenali] il danaro, le armi, ed ogni altra cosa necessaria alla guerra, egli mosse alla volta di Susa; dove entrò in sul principio dell'anno dugentottantanove (scorcio dell'anno 901), vestendo un farw (1) tutto rattoppato, com'usano i devoti. Montato quindi su l'armata, fé' vela per la Sicilia; andò (1) Vestimento foderato di pelle. Farwah, secondo alcuni, era vestito senza maniche, oppure di pel di camelo; il qual vocabolo ci è già occorso nel Cap. XXVIII, pag. 317, nota 4. Non so se si abbia a correggere così il testo, ovvero si possa attribuire a Farw lo stesso significato, che mi par qui il più acconcio.