Textus Originalis

alla città di Y.rṭīnū (1) e se ne insignorì allo scorcio di raǧab (2). Ei fece giustizia; trattò umanamente i sudditi; mosse poi contro Taormina, il cui popolo si era già apparecchiato alla guerra. All'arrivo d' 'Ibrāhīm fecer essi una sortita. Quando si venne alle mani, alcun [musulmano] si fé a recitare [il versetto] (1) V'ha fondamento di credere che questa impresa sia da riferire all'anno 288 e ad 'Abū 'al cAbbās, piuttosto che al 289 e al suo padre Ibrāhīm, come di certo si dee riferire ad 'Abū 'al cAbbās il racconto di cui nella nota seguente. E veramente Ibrāhīm, al dir di 'An Nuwayrī, era in Palermo allo scorcio di raǧab (luglio 902), e prese Taormina il mese appresso: né sappiam di città dell'isola, tenuta ancor da' Cristiani, alla quale si potesse adattare il nome di B.rṭībū', Brt.n.bū', Y.r.ṭīnū', come si legge ne' codici. Io la ho supposta in Calabria; ho letto il nome Narīṭīnū, che risponde a Nardò, ed ho riferita l'impresa ad 'Abù 'al cAbbās, il quale nel mese di raǧab del 288 (luglio 901) avea per l'appunto espugnata Reggio. Cf. St. de' Mus., II, 72. Partinico giace tra Palermo e Trapani, e il nome non è lontano da Partenope, che si potrebbe leggere in una delle citate varianti. Ma parmi assurdo supporre che quel luogo non fosse tenuto allora da' Musulmani. (2) Han qui tutti i codici in continuazione il seguente squarcio, identico a quello che leggiamo sotto la rubrica dell'anno 287 (Bibl., testo, pag. 245, 246), nella narrazione del governo di 'Abū 'al cAbbās in Sicilia, il quale squarcio, senza dubbio, fu inserito per errore nella vita di Ibrāhīm. «Ei si pose a campo sotto «Dimnaš, la quale egli assediò per diciassette giorni; indi «venne a Messina, e passò con le navi da guerra a Reggio, dove «s'era adunata gran moltitudine di Rūm. Ai quali ei diè batta«glia dinanzi la porta della città; li ruppe; entrò in Reggio con le «armi alla mano, nel mese di raǧab, e fece preda di grosse «somme di danaro. Indi tornò a Messina; ne abbattè le mura; e, «trovatevi delle navi ch'eran venute da Costantinopoli, ne prese «ben trenta».