Textus Originalis
Quest'anno uscì [dalla capitale della] Sicilia una gualdana, capitanata da un che chiamavano 'Abū 'at Tawr (Quel dal toro); la quale, essendosi imbattuta in un esercito di Rūm, i Musulmani furon tutti uccisi, ad eccezione di sette uomini. Deposto 'Al Ḥasan 'ibn 'al cAbbās, gli fu sostituito nel governo di Sicilia Muḥammad 'ibn 'al Faḍl; il quale sparse le gualdane d'ogni dove, ed egli in persona, con grande sforzo di gente [levata in massa] e di milizie (1), marciò contro la città di Catania; guastò le messi; poi volgendosi a que' delle salandre, li combattè e fecene strage (2). Cavalcando poi verso Taormina, guastò le messi; e partito ch'ei fu [da quel contado] incontrò gli eserciti dei Rūm; coi quali azzuffossi, ruppeli e ne fece strage: che il numero dei morti arrivò a tremila, e le teste furon portate in Palermo. Indi i Musulmani assalirono una ròcca che i Rūm aveano fabbricata di fresco, e le avean dato nome di «città del re (3)». I Musulmani, presala di viva forza, ucciservi i combattenti e fecer prigioni tutti gli altri. Anno 269 (21 lug. 882 - 10 lug. 883). (1) A questo mi par che tornino, nel presente luogo, i due sostantivi hašd e ǧamc, de' quali i verbi corrispondenti sono usati dal nostro autore e dagli altri cronisti col significato più generale di chiamare alle armi, ragunare eserciti, ecc. Ricordisi che i Bizantini erano sbarcati in Sicilia; ond'era, secondo legge musulmana, il caso che tutti gli uomini validi dovessero prendere le armi a difesa del territorio. (2) Specie di navi. Si tratta dunque delle genti sbarcate su la costiera settentrionale dell'isola. (3) Polizzi? Cf. St. de' Mus., I, 422.