Textus Originalis

in Messina; abbattè le mura della città; nel cui porto avendo trovate delle navi che venivano da Costantinopoli, ne prese ben trenta (1) e fece ritorno alla capitale. Quivi ei rimase fino all'anno ottantanove (16 dic. 901 - 4 dic. 902), quand'ebbe lettere del suo padre 'Ibrāhīm, che gli comandava di ritornare in Affrica. Andovvi con un'armatetta leggiera di cinque galee; commettendo l'esercito [che rimaneva in Sicilia] ai due suoi figliuoli 'Abū Muḍar ed 'Abū Macadd. Arrivato ch'ei fu in Affrica, 'Ibrāhīm poselo in suo luogo e partì per la Sicilia a fin di continuare la guerra sacra; proponendosi di compier dopo quella il pellegrinaggio. Il quale 'Ibrāhīm arrivò nell'isola del mese di raǧab dugento ottantanove (11 giugno - 10 luglio 902), e noi abbiam già raccontate le sue gesta nella rubrica dell'anno 261. Anno 289 (16 dic. 901 - 4 dic. 902) (2). Racconto del governo di 'Abū 'al cAbbās cAbd 'Allah 'ibn 'Ibrāhīm nell'Affrica [propria]. Abbiam noi narrato nella rubrica dell'anno dugensessantuno che 'Ibrāhīm 'ibn 'Aḥmad, emiro d'Affrica, chiamò erede del trono il suo figliuolo 'Abū 'al cAbbās cAbd 'Allah, l'anno dugentottantanove, e che lo stesso anno ei morì. Cominciò allor a regnare il figliuolo: uomo erudito, savio, prode, uno dei più famosi cavalieri [del suo tempo], e con ciò capitano dotto e sperimentato, bel- (1) Forse va aggiunta qui l'impresa di Nardò, che ne' codici è attribuita ad 'Ibrāhīm. V. qui sopra, anno 261, pag. 393. (2) A, II, 172 recto; C, IV, 279 recto; M, 129 verso.