Textus Originalis
«Tracanno la bevanda [salutare] in terra straniera, lungi dai miei e dalla mia casa!» «Ahi! la presi altre volte, mentr'io olezzava di muschio e d'aloe». «E [poi] ho dovuto ber dei mari (1) di sangue, tra i vortici della polvere sollevata [nelle battaglie]!» Risaputo 'Abù 'al cAbbās che il suo figliuolo 'Abù Muḍar Zīādat 'Allah, governatore della Sicilia, era immerso in lascivie e dedito al vino, ei lo depose dall'ufizio, sostituendogli Muḥammad 'ibn Sarqūsī, e lo fece [condurre in Affrica, e quivi] mettere in prigione. La notte del mercoledì, ultimo di šacbān dell'anno dugentonovanta (28 luglio 903), 'Abù 'al cAbbās fu ucciso da tre de' suoi servi schiavoni, per mandato del proprio figliuolo 'Abū Muḍar; al quale i sicarii recarono, nella [stessa] prigione, la testa del suo padre. Ed ei li fece uccidere ed appiccare [i cadaveri ai pali], quantunque il misfatto fosse stato macchinato da lui stesso. Tenne 'Abù 'al cAbbās l'emirato per un anno e cinquantadue giorni: egli dimorava nella città di Tunisi, e quivi fu ucciso. Principe giustissimo, avea chiamati intorno a sé molti [uomini savii] che lo coadiuvassero a ben governare, e gli facessero conoscere le condizioni dei sudditi e i provvedimenti da dare secondo giustizia. Avea comandato allo ḥākim (2) (1) Così ha corretto il Fleischer, tirando un po' a destra il punto che nel codice facea leggere biǧāri «in vicinanza», in luogo di biḥār «mari», e dava il plausibile significato di bere lo sciroppo presso il sangue sparso e i nugoli, ecc. Confesso che la metafora più grossa è più conforme al gusto poetico del tempo, che quella portata dalla mia prima lezione e seguita anco dal Tornberg. (2) Il cadì non era che nelle città capitali; nelle altre rendea