Textus Originalis

del paese, dov'ei [dimorava], di pronunziare i giudizii [foss'anco] contro lui stesso e contro la sua casa, e i più intimi cortigiani. E così fu fatto. Ucciso 'Abū 'al cAbbās, gli succedette il figliuolo 'Abū Muḍar; la sorte del quale noi narreremo nella rubrica dell'anno dugento novantasei. Anno 296 (30 sett. 908 - 19 sett. 909). Dal racconto della mossa di 'Abū cAbd 'Allah (lo Sciita) (1) sopra Saǧalmāsah (Segelmessa) e della esaltazione del Mahdī (2). Arrivò (il Mahdī) a Raqqādah nell'ultima decade di rabīc secondo dell'anno dugento novantasette, e pose termine alla dinastia degli Aġlabiti, ed a quella dei Banū Midrār, che aveano regnato independenti a Segelmessa per trent'anni, e [l'ultimo] di loro era stato 'Ilyasic (Eliseo). Cessò ancora la dinastia dei Banū Rustam, che aveano regnato independenti a Tāhurt per censessant'anni. Tutti questi [territorii] furono soggiogati dal Mahdī. Com'egli avvicinossi a Raqqādah, gli venne all'incontro il popolo della ragione un ḥākim. Or ora si è detto che 'Abù 'al cAbbās soggiornava in Tunis, non già nella capitale, ormai di nome, ch'era 'Al Qayrawān. (1) 'Aš Šīcī, letteralmente «il partigiano», e meglio «il settario». S'intenda partigiano della discendenza di cAlī. Come ognun sa, questa setta è seguita in oggi dai Persiani, ecc. L'è uno dei vocaboli storici scritti più diversamente nelle lingue europee: chiyte in francese; shiy in inglese, ecc. La qualità di vocabolo storico mi permette di scriverlo come si pronunzia da noi. (2) A, II, 198 recto; B, pag. 21; C, IV, 290 recto; E, 8 recto; M, 160 verso.