Textus Originalis
narono da per tutto. Al reggimento dell'isola di Sicilia ei mandò 'Al Ḥasan 'ibn 'Aḥmad 'ibn 'abī Ḫinzīr; il quale, arrivato a Mazara il dieci ḏū 'al ḥiǧǧah dell'anno dugento novantasette (20 ag. 910), mandò un suo fratello a governare Girgenti, e fece cadì di Sicilia 'Isḥāq 'ibn 'al Minhāl, che fu il primo cadì preposto alla Sicilia in nome del Mahdī fatemita. Questo 'Ibn 'abī Ḫinzīr l'anno novantotto (9 sett. 910 - 28 ag. 911) mosse con l'esercito contro Demona; [nel cui territorio] egli arse, predò, fece prigioni e ritornò [in Palermo]. Non andò guari che il popolo tumultuò per la mala condotta di costui; lo prese, messelo in prigione e scrisse al Mahdī, scusandosi del fatto. Quegli accettò le discolpe e prepose al governo cAlī 'ibn cUmar 'al Balawī; il quale arrivò [in Sicilia] l'ultimo di ḏū 'al ḥiǧǧah del dugento novantanove (17 agosto 912) (1). Anno 300 (18 ag. 912 - 6 ag. 913). Come i Siciliani prestarono ubbidienza al [califo cabbāsida] 'Al Muqtadir; e com'essi ritornarono sotto il Mahdī fatemita (2). (1) Nella rubrica del medesimo anno 296, e nel paragrafo intitolato «Dell'uccisione di 'Abū cAbd 'Allah 'aš Šīcī», i codici A, II, 200 recto e C, IV, 290 verso, hanno il seguente cenno de' fatti che più largamente si raccontano qui appresso: «I Siciliani ribellaronsi «contro di esso ('Al Mahdī), seguendo 'Ibn Wahb (corr. Qur«hub). Il [principe] mandò contro i ribelli un'armata che occupò «l'isola. Recatogli 'Ibn Wahb (corr. Qurhub), egli lo messe a morte». Il codice M, 166 recto, pone il cenno nel 298. (2) A, II, 205 verso; B, pag. 32; C, IV, 293 recto; D, pag. 342; E, 16 verso; M, 169 verso.