Textus Originalis
le ḫilcah negre (1) e le bandiere [cabbāside]. Quindi egli spediva in Calabria le navi con un esercito; il quale depredò, diè il guasto, e tornò. [L'emiro di Sicilia] mandò anche un'armata in Affrica; contro la quale uscita l'armata del Mahdī, vinse e prese quella d' 'Ibn Qurhub. Dopo ciò ogni cosa andò di traverso all'emiro di Sicilia; la sua fortuna voltò; e tutti coloro che prima lo temeano, imbaldanzirono contro di lui. Gli si ribellò (2) il popolo di Girgenti; rinnegò il suo comando e scrisse al Mahdī [offrendo di sottomettersi]. A questo, gli abitatori degli altri paesi [di Sicilia] si volsero parimenti al Mahdī per disdire la ribellione; e sollevatisi contro 'Ibn Qurhub l'anno trecento, lo catturarono e mandarono prigione, insieme con una mano de' suoi più fidati, al Mahdī. Questi comandava di metterli tutti a morte sopra la tomba di 'Ibn 'abī Ḫinzīr: e così furono uccisi. Il Mahdī prepose alla Sicilia 'Abū Sacīd Mūsā 'ibn 'Aḥmad; insieme col quale mandò forte mano di šayḫ [della tribù] di Kutāmah. Il motivo della spedizione di queste forze fu che 'Ibn Qurhub avea scritto una volta al Mahdī che i Siciliani davano troppa briga ai loro emiri; che non li ubbidivan punto; che rapivano il danaro [pubblico], e che questi [disordini] non potrebbero ces- (1) S'intenda gli abiti di gala che era usanza di regalare ai grandi ufiziali dello Stato per dar loro l'investitura. Il negro era il colore di casa cabbāsida. (2) Così leggo, aggiugnendovi una sola lettera f, il verbo che abbiamo nel testo, il quale significherebbe «temere». Mi sembra sbaglio di copia.