Textus Originalis
sare se non [si mandasse] un esercito a soggiogarli e togliere il predominio ai loro caporioni. E questo per l'appunto fece il Mahdī. Arrivato 'Abū Sacīd con l'esercito a Trapani, i Siciliani temettero ch'ei [volesse farli stare a segno], onde s'unirono contro di lui que' di Girgenti, della capitale, e di altre città. Afforzossi 'Abū Sacīd (sotto Palermo): cinse il campo di un muro tirato infino al mare in guisa che il porto rimanesse in poter suo. Venuto quindi alle mani co' Siciliani, ei li ruppe; uccise molti dei capi loro; altri fé' prigioni. Allora i Palermitani chiesero l' 'amān (amnistia), ed 'Abū Sacīd lo concesse, eccettuati due soli che avean suscitata la ribellione. Il qual patto fu accettato e consegnati i due uomini ad 'Abū Sacīd, che mandolli in Affrica al Mahdī. Entrato in città, ei ne distrusse le porte: vennegli poi ricapitato il rescritto del Mahdī, che gli ingiugnea di perdonare all'universale. Il Sommo Dio sa meglio [di noi come ciò avvenne]. Anno 313 (29 marzo 925 - 18 marzo 926). Racconto delle vittorie riportate dai Siciliani (1). Quest'anno l'esercito di Sicilia, capitanato dal suo emiro Sālim 'ibn Rāšid, insieme con un esercito che il Mahdī avea mandato dall'Affrica, assalì la terra di Longobarda; espugnò caverne (2) e torri, e (1) A, 234 verso; B, pag. 78; C, IV, 304 verso. (2) Un codice di Berlino, citato dal Tornberg ha 'Abrān in vece di Ǧīrān, ossia «piangente», in vece di «grotte». Quest'ultimo vocabolo si adatta benissimo al caso. Ricordinsi le «grotte» espugnate da' Musulmani in varii luoghi della Sicilia e poi da' Normanni. Cf. St. dei Mus., I, 310, 335; III, 180, e nel presente volume, pag. 366, 374, 382, 384.