Textus Originalis
di Sālim. Gli s'appresentarono donne e bambini, piangendo e lagnandosi anch'essi; tanto che tutti [gli astanti] n'ebbero compassione e piansero al loro pianto. Anche d'altri paesi [di Sicilia, e in particolare] da Girgenti vennero a trovare Ḫalīl [alcuni notabili]; co' quali Sālim volle abboccarsi, e lor fece sapere che 'Al Qāym avea mandato Ḫalīl per vendicar la morte de' suoi soldati ch'essi aveano uccisi. E però que' paesi tornarono alla ribellione. Dal suo canto Ḫalīl messe mano a fabbricare sul porto della città [capitale della Sicilia] una città [nuova], la quale egli afforzò, abbattendo molte parti dell'antica, e togliendone via le porte. A questa [cittadella] ei pose il nome di 'Al Ḫāliṣah (L'eletta); e aggravò molto la gente con la costruzione di essa. Il che risaputo, i Girgentini temettero per sé stessi, e [allora] tenner vere le parole che loro avea dette Sālim: pertanto fortificarono Girgenti e s'apparecchiarono alla guerra. Movea Ḫalīl contro di essi nel mese di ǧumādī primo del trecenventisei (6 marzo a 4 aprile 938), e ponea l'assedio alla città. Usciti i Girgentini a combatterlo, fu molto sanguinosa la zuffa; e l'impresa divenne tanto ardua, che Ḫalīl fu costretto a continuare l'assedio per otto mesi, [durante i quali] non vi fu giorno che non si combattesse. Sopravvenendo l'inverno, ei lasciò Girgenti, nel mese di ḏū 'al ḥiǧǧah (29 sett. - 28 ott. 938) per tornarsi alle stanze nella Ḫāliṣah. Entrato l'anno ventisette (29 ott. 938 - 17 ott. 939) si ribellarono da Ḫalīl, ad istigazione dei Girgentini, tutte le castella [musulmane dell'isola], ed anche il popolo di Mazara. Mandarono gualdane [per le campagne], e vennero a tal [furore e disperazione] che