Textus Originalis
zarono infino a notte, con grande strage, e fecero preda di salmerie, armi e cavalli. Entrato l'anno quarantuno (29 mag. 952 - 17 mag. 953) ritornò 'Al Ḥasan a Gerace e assediavala, quando venne a lui un messaggiero di Costantino re dei Rūm a chieder la tregua. 'Al Ḥasan la stipulò e ritornò a Reggio, dove fece nel bel mezzo della città una spaziosa moschea, in uno degli angoli della quale ei fabbricò un minaretto. Stipolò coi Rūm che non fosse impedito ai Musulmani di tenere aperta questa moschea, né di farvi la preghiera e l'appello del mucaddin; che nessun cristiano entrasse in quella; e che rifuggendovisi alcun prigione musulmano, professante in atto la propria fede o convertito ch'egli fosse al cristianesimo, vi rimanesse in sicurtà. [Dichiarò inoltre] che se [i Cristiani] togliessero una sola pietra di quella moschea, sarebbero distrutte tutte le chiese loro in Sicilia ed in Affrica. Cotesti patti furono osservati con sottomissione e riverenza: ed 'Al Ḥasan rimase in Sicilia fino alla morte di 'Al Manṣūr, ed alla esaltazione di 'Al Mucizz; presso il quale ei si portò: ed avvenne ciò che narreremo [più innanzi] se piaccia al Sommo Iddio. Anno 340 (9 giugno 951 - 28 mag. 952). Racconto delle guerre combattute in Sicilia tra i Musulmani e i Rūm (1). Il fatimita 'Al Manṣūr, principe dell'Affrica [propria], avea l'anno trecento trentasei (23 luglio 947 - (1) C, IV, 358 verso. Si vegga l'avvertenza che ho fatta nella pagina precedente, nota 1.