Textus Originalis

«Indietreggiai per salvarmi la vita, ma l'anima «mia non vive se non si marcia avanti». «Non siam noi di quelli cui le ferite insanguinano «le calcagna; a noi il sangue gronda sulle punte dei «piè (1)». E caricò alla testa loro l'emir 'Al Ḥasan 'ibn cAmmār: fervea la zuffa; il capitano eccitava i Musulmani a combattere gli Infedeli; e similmente i patrizii dei Rūm, gittatisi nella mischia, incoraggiavano le loro genti. Manuele, capitano dell'esercito, caricò anch'egli: uccise qualche Musulmano; gli davan di punta e, per la molta armadura (2), non arrivavano a ferirlo. Allora un Musulmano tirò al suo cavallo e l'ammazzò. S'accese [più fiera] la zuffa intorno a Manuele [cascato a terra]; il quale alfine fu ucciso con molti dei suoi patrizii. Allora si volsero in fuga i Rūm, vergognosamente sbaragliati, e i Musulmani ne fecero strage. Arrivati i fuggenti al ciglione di un gran burrone, [profondo] quanto una fossa, vi precipitarono per timor della spada [di chi li inseguiva]; sì che l'uno fece morir l'altro [cascandogli addosso] e la fossa si colmò [di cadaveri]. Durò la battaglia dall'alba infino a vespro: i Musulmani per tutta la notte uccisero i nemici d'ogni banda; presero armi, cavalli e svariate e infinite ricchezze. Si trovò nella preda una spada indiana, sulla quale era scritto: «Questa (1) Versi di 'Al Ḥusayn 'ibn 'al Ḥumām. V. Ḥamāsa, testo, ediz. di Freytag, pag. 92. (2) Il testo ha «per la quantità di libās che avea addosso». Libās significa in generale «vestimento». Qui di certo vuol dir armadura; forse più specialmente maglia.