Textus Originalis

sulmani a dì venti di 'al muḥarram dell'anno settantadue (15 luglio 982). Schieraronsi in battaglia i Musulmani; s'appiccò la zuffa e ferìa, quando uno squadrone di Franchi caricò il centro e le bandiere dei Musulmani; ruppe la fila; arrivò alle bandiere: e già molti Musulmani aveano abbandonato l'emiro e disciolta l'ordinanza. I Franchi furono addosso ad 'Abū 'al Qāsim, il quale fu morto d'un colpo al sommo della testa, e caddero con esso parecchi degli ottimati e de' più valorosi dell'oste. Ma i Musulmani sbaragliati si rattestarono; risoluti si gittarono di nuovo contro il nemico per vincere o morire. Inferocì allor la pugna con sangue d'ambo le parti: [alfine] i Franchi furono sconciamente sconfitti; ne rimasero sul terreno quattromila a un di presso; furon presi molti patrizii. I Musulmani li inseguirono finché non cadde loro addosso la notte, e riportarono molta preda. Il re dei Franchi si diè alla fuga insieme con un giudeo suo fidato. Arrestatosi [nella corsa] il cavallo del re, il giudeo gli grida: «Monta questo mio, e se mi uccidono [pensa] tu a' miei figliuoli». Rimontò su quel cavallo il re; il giudeo fu ucciso; quegli arrivò a salvarsi nelle sue tende, ov'era la moglie e la corte, e presili seco lui tornossi a Roma. Sottentrò ad 'Abū 'al Qāsim nel comando il suo figliuolo Ǧābir, ch'era seco quand'egli fu ucciso; il quale immediatamente ripartì con l'esercito musulmano, senza compiere la preda, della quale lasciarono gran quantità sul campo. Chiestogli di aspettar tanto che si raccogliessero le armi e gli altri [arnesi da guerra] da rifornirne gli arsenali, Ǧābir non lo permesse. [Il suo padre] 'Abù 'al Qāsim avea governata la Sicilia per dodici anni, cinque mesi e cinque giorni: