Textus Originalis

rono entrambi amanti della scienza e dei dotti; munificenti verso quelli, e li chiamavano a sé da ogni paese lontano e vicino. Dopo la morte di cAlī, successegli il figliuolo 'Abū cAmir; il quale non rassomigliò al padre, né all'avolo. Alfine Denia e gli altri paesi tenuti dalla casa di Muǧāhid passarono, nel mese di ramaḍān del 478 (dicembre 1085 - gennaio 1086) sotto la dominazione di 'Al Muqtadir billah, 'Aḥmad 'ibn Sulaymān 'ibn Hūd. come si è visto. Tentò costui di prendere la suprema autorità distogliendo il paese dall'obbedienza di Muǧāhid; ma il popolo di Maiorca gli attraversò il disegno, e Muǧāhid, informatone, prepose a Maiorca cAbd 'Allah, figlio d'un suo fratello, il quale resse l'isola per quindici anni e poi venne a morte. Avea Muǧāhid [intanto] portata la guerra in Sardegna con l'armata; soggiogata quell'isola e cacciatone i Cristiani; i quali fecero prigione il suo figliuolo, che dopo alcun tempo fu da lui riscattato. Muǧāhid prepose a Maiorca, in sostituzione al figliuol del suo fratello, il suo liberto 'Al 'Aġlab: e ciò l'anno ventotto (25 ott. 1036-13 ott. 1037). Si avvicendarono [continuamente] le guerre tra Muǧāhid, principe di Denia, Ḫayrān, principe di Murcia, e 'Ibn 'Abī cAmir, principe di Valenza, fino a che Muǧāhid venne a morte, l'anno trentasei (29 luglio 1044 - 18 luglio 1045). Gli successe il suo figliuolo cAlī; il quale prese il titolo di 'Iqbāl 'ad dawlah (Prosperità della dinastia), e imparentossi con 'Al Muqtadir 'ibn Hūd; ma questi lo cacciò di Denia l'anno sessantotto (16 ag. 1075 - 4 ag. 1076), ecc. È da avvertire che il passo «e cacciatone i Cristiani, i quali, ecc.» è evidente errore di stampa, se non v'ha qualche linea saltata. Nel primo caso va corretto: «ma i Cristiani ne lo cacciarono e presero, ecc.». Avverto infine i lettori che non aggiungo la versione dello squarcio d' 'Ibn Bassām, citato al par che quello di 'Aḍ Ḍubbī nella St. de' Mus., III, 4, nota 5. Cotesto squarcio, del quale ebbi copia dall'egregio professore G. Weil di Heidelberg, fa le lodi di Muǧāhid, ma non dice dell'impresa di Sardegna.