Textus Originalis

per l'Egitto, ed egli stesso andovvi dopo di lui: tra l'uno e l'altro portaron via seicento sessanta mila dīnār: Yūsuf [inoltre] possedea tredici mila giumente, senza contare i muli, né gli altri animali; pur quando egli morì in Egitto non possedea nemmeno una cavalcatura. Esordì 'Al 'Akḥal nel governo con virtù e con zelo per la guerra sacra: chiamava all'arme i guerrieri; mandava le gualdane in terra d'Infedeli, dove i Musulmani ardeano, depredavano, menavano in cattività e davano il guasto: e prestarono ubbidienza ad 'Al 'Akḥal tutte le ròcche di Sicilia, tenute dai Musulmani. Or egli avea un figliuolo per nome Ǧacfar, al quale solea commettere il governo quando [occorreagli di] partire [per la guerra]. Costui si comportò ben diverso dal padre. Una volta 'Al 'Akḥal, chiamati a sé i [principali Musulmani] siciliani, lor disse: «Io «voglio liberarvi dagli Affricani che partecipano con «voi [delle entrate] di questo paese; onde penso di «cacciarli». I Siciliani risposero: «Noi siam legati «di parentela con costoro, talché siam divenuti tutti «una sola gente». L'emiro li accomiatò: poscia rivoltosi agli Affricani, lor fece le medesime proposizioni; ed essi le accettarono. L'emiro allora se li messe intorno; rese immuni i loro possedimenti, e levò il ḫarāǧ su quelli dei [Musulmani] siciliani. Allora una mano di Siciliani si portò presso 'Al Mucizz 'ibn Bādīs per querelarsi della condizione in che essi erano venuti, e dissergli: «Noi vogliamo farci tuoi sudditi; «se non [accetti], consegniamo l'isola ai Rūm». Seguì questa [pratica] l'anno quattrocentovenzette (5 nov. 1035 - 24 ott. 1036). [Assentì ai Siciliani] 'Al Mucizz; mandò con esso loro un esercito, capitanato