Textus Originalis

strogiovanni, Girgenti ed altre città; ed 'Ibn 'aṭ Timnah nelle città di Siracusa e di Catania: il quale sposò una sorella di 'Ibn 'al Ḥawwāṣ. Or un giorno, litigando costei col marito e sendo trascorsi entrambi alle ingiurie, 'Ibn 'aṭ Timnah, ch'era ubbriaco, comandò di segarle le vene d'ambo le braccia e lasciarla morire. Ma il suo figliuolo 'Ibrāhīm, sentito il fatto, accorse; chiamò i medici, e questi la curarono, sì che rinvenne. La dimane 'Ibn 'aṭ Timnah si pentì; le chiese perdono, scusandosi con l'ubbriachezza; ed ella finse di accettare le discolpe. Dopo alcun tempo gli chiese licenza di andare a visitare il fratello; e 'Ibn 'aṭ Timnah lo permesse e mandò con essolei de' doni e de' presenti (1) [al cognato]. Arrivata ch'ella fu appo il fratello, gli raccontò ciò che avea fatto il suo marito; onde 'Ibn 'al Ḥawwāṣ giurò di non rinviargliela. Invano 'Ibn 'aṭ Timnah mandava a richiederla: quegli mai non la rese. L'altro ragunò citati, ha il significato speciale, dato in capo di questa nota, con l'implicita idea di girare a mal fine. Più la sua radice è data come sinonimo di quella di ǧawwāṣ, che si trova costante nel codice C, e che è uno de' cento e cento appellativi del lione, ma propriamente vuol dire «uomo procacciante e facinoroso». Infine ḥawwāš, aggettivo di forma diversa ma della stessa radice, vale audace, ed è appellativo del lupo. Preferisco pertanto la lezione 'Ibn 'al Ḥawwāṣ, finché non se ne trovi una migliore, e noto che questo vocabolo, mutilato dall'uso volgare, risponde al Belchua di alcuni codici de' cronisti latini, o Belchaoth d'altri, ne' quali la prima sillaba è avanzo di Ben 'al. La ch, poi, rende al solito la ḥ. (1) Il testo ha i plurali di tuḥfah e di hadīyah; il primo dei quali vocaboli è usato col senso di regalo tra privati, e il secondo di presente ufiziale anche tra principi, senza implicare perciò l'idea di tributo.