Textus Originalis

tragga fuor l'acciaro di nuovo; né luna sparisce che [nuova] luna non spunti». «Con la morte di Yaḥyà [cascò] morta tutta la gente (1)» ed è risuscitata al venire di cAlī». «[Sì], destansi tutti per la gioia della esaltazione di cAlī, quelli che al fato di Yaḥyà erano, per dolore, [morti e] sepolti». «Esaltato cAlī, la monarchia sorride tanto che le si veggono i denti: essa che avea gli occhi molli di lagrime per causa del genitore». «Le virtù desolate squarciaronsi i panni: pianserlo per tutti gli orizzonti (2) le lucide stelle». «E [pur] è poco pel figliuolo di Tamīm (3) il corruccio di sì [nobili] prefiche (4); poiché qualsifosse grave compianto sarebbe scarso (5) per quel [gran re]». «Levossi il Dalīl (6), ed ecco Yaḥyà esanime! Ahi che il fato non perdona, né scorda!». (1) Ho preferita qui la lezione del codice vaticano. (2) Il cod. vaticano ha in vece: «ne' due emisferi». (3) Ossia lo stesso Yaḥyà, ch'era figliuolo di Tamīm, suo predecessore. (4) Secondo la lezione del codice vaticano, la quale riferisce alle «lucide stelle» il vocabolo ma'tam «brigata di donne adunate per far corruccio o sollazzarsi». (5) Ho preferita la lezione d' 'Ibn 'al 'Aṯīr. (6) «Il significatore», come lo tradussero letteralmente in latino gli europei del medio evo, interpreti degli astrologi arabi. Chiamavan costoro dalīl il pianeta indicatore degli avvenimenti, per esempio, vittoria, sconfitta, morte, ecc., il quale fa succedere l'avvenimento all'istante della sua congiunzione col segno del zodiaco, imperante su la persona, la nazione o la città di cui si tratti. Così parmi che vada in-