Textus Originalis

Anno 529 (22 ott. 1134 - 10 ott. 1135). Come l'esercito di Yaḥyà assediò 'Al Mahdīah (1). Quest'anno Yaḥyà 'ibn 'al cAzīz 'ibn Ḥammād, principe di Bugia, mandò un esercito ad assediare 'Al Mahdīah, nella quale si trovava il principe di essa 'Al Ḥasan 'ibn cAlī 'ibn Tamīm 'ibn 'al Mucizz 'ibn Bādīs. La cagione fu che 'Al Ḥasan amava [molto] Maymūn 'ibn Zīād, emiro di una gran tribù di Arabi, e favoriva costui più che ogni altro degli Arabi [venuti di recente dall'Egitto]. Invidiandolo perciò gli altri Arabi, gli emiri di [quelle tribù] mandarono in ostaggio i proprii figliuoli a Yaḥyà 'ibn 'al cAzīz, chiedendogli di far marciare con essoloro un esercito contro 'Al Mahdīah, della quale prometteano di farlo signore. Ed egli rispose temporeggiando. Intanto gli arrivò una lettera di alcuno degli šayḫ di 'Al Mahdīah, che gli scrivea somiglianti [profferte]; perlocché facendovi assegnamento, ei mandò un poderoso esercito, del quale diè il comando ad un gran [personaggio] della sua [corte], un giureconsulto per nome Muṭarrif 'ibn Ḥamdūn. Questo Yaḥyà e i suoi maggiori furon sempre rivali [dell'altro ramo di Zīrīti] discendenti da 'Al Manṣūr infino ad 'Al Ḥasan, [principe attuale di 'Al Mahdīah]. Mossero i fanti e i cavalli [del signore di Bugia], insieme con una gran moltitudine d'Arabi, e posero il campo sotto 'Al Mahdīah, che fu assediata per terra e per mare. Ma questo Muṭarrif, più bacchettone che soldato (2), aborriva dallo spargimento del sangue e diceva [a tutti]: «Io non son venuto se non (1) A, V, pag. 7; C, V, 165 recto; T, vol. XI, 19. (2) Letteralmente: «uom dalle apparenze di sordida mortificazione».