Textus Originalis

riverenza dal principe della Sicilia, il quale stava alle parole di quel [savio], e lo anteponeva ai preti ed ai frati della sua corte; pel qual motivo la gente del paese bucinava che il re fosse musulmano. Or un giorno, sedendo il re in una sua loggia (1), dalla quale si scopriva il mare, comparve sull'orizzonte un piccolo legnetto; il quale portò notizia che l'esercito del re era entrato ne' paesi musulmani e aveali depredati; fattovi strage e riportatane vittoria. Il Musulmano sedea allato al re e [parea] non badasse. Rivoltosi [allora] a lui il re, gli disse: «O il tale [e lo chiamò per nome] non hai sentita la notizia?». Quegli rispose: «No»; e il re: «Si racconta questo e questo. «Dov'era dunque Maometto; avea dimenticato forse «quel paese e i suoi abitatori?». E il Musulmano a lui: «Sì: egli era lontano, perchè assisteva alla presa «di Edessa, che è stata espugnata adesso adesso dai «Musulmani». Alcuni Franchi [ch'eran presenti] se ne beffarono: ma il re a loro: «Non c'è da ridere, «per Dio! Ciò che dice quest'uomo è [sempre] vero!». E a capo di alcuni giorni arrivarono [lettere] dei Franchi di Siria, che annunziavano la espugnazione di Edessa. Anno 540 (24 giugno 1145-12 giugno 1146). Dal capitolo degli avvenimenti diversi (2) (1) Manẓarah. Significa vedetta ed anche loggia, come quelle usate nel medio evo, per esempio la loggia de' Lanzi, o la sala a terreno della Zisa in Palermo. È la stessa voce che il Lane trascrive munda rah ne' «Modern Egyptians». (2) A, V, 69; B, III, ad an.; C, V, 175 verso; T, XI, 70.