Textus Originalis

stui al governo della città e sbarcati i Franchi, la parte avversa richiamò i Banū Maṭrūḥ: e le due fazioni vennero alle mani; onde furono abbandonate le mura. Cogliendo l'occasione, i Franchi drizzarono le scale e, saliti sulle mura, dopo fiero combattimento s'impadroniron della città colla spada alla mano. Non risparmiarono il sangue dei cittadini; preser loro le donne e le ricchezze. Fuggì chi potè e riparò presso i Berberi e gli Arabi [dei contorni]. Poscia fu bandito l'amān per l'universale; onde tutti i fuggitivi ritornarono alla città. I Franchi rimaservi per sei mesi, tanto che afforzarono le mura, e scavarono i fossi: e ritornando poscia al paese loro, presero statichi, tra i quali i Banù Maṭrūḥ e l'almoravide (1). Qualche tempo appresso resero gli statichi e affidarono il governo del paese ad uno dei Banū Maṭrūḥ, ritenendo i soli statichi di lui. [Allor] s'avviarono bene le cose in questa città di Tripoli. I Siciliani ed i Rūm la frequentarono [per ragion de' commerci]; ond'essa prestamente ripopolossi e prosperò. Anno 542 (2 giugno 1147-21 maggio 1148). Come il popolo di Gabes ubbidì ai Franchi, e come i Musulmani rioccuparono questa città (2). Innanzi quest'anno il principe della città di Cabes era un tale per nome Rašīd. Venuto costui a morte, ed avendo lasciati parecchi figliuoli, un suo liberto chiamato Yūsuf divisò di porre a capo dello Stato (1) Si confronti 'An Nuwayrī, Bibl., testo, pag. 458. (2) A, V, p. 77; B, III, ad an.; C, V, 177 recto; T, XI, 79.