Textus Originalis

un muro di faccia al lato occidentale della città, e dalla parte del mare la circondò con l'armata. Montato poi sopra una galea con 'Al Ḥasan 'ibn cAlī, che avea regnato su quella città, ne fece il giro cAbd 'al Mūmin, e rimase attonito dalla fortezza di essa e convinto che la non si potesse espugnare per terra né per mare, né ridurre altrimenti che con un blocco. E disse ad 'Al Ḥasan: «E perchè mai lasciasti un «fortalizio come questo?» «Perchè io avea pochi di «cui fidarmi», rispose 'Al Ḥasan; «perchè manca«vano le vittuaglie, e perchè così volle il destino». «Ben dici», gli rispose cAbd 'al Mūmin: e tornossene a terra; comandò di raccogliere grani ed altre vittuaglie e di cessare i combattimenti. Non andò guari che sursero nel campo come due montagne [l'una] di frumento e [l'altra] d'orzo; onde chi arrivava, dicea da lungi: «E come mai sono spuntati qui cotesti monti?» «Son di frumento e d'orzo», si rispondea a costoro; ed essi ne trasecolavano. L'assedio dunque andò per le lunghe, ed intanto si sottomesse ad cAbd 'al Mūmin il popolo di Sfax, la città di Tripoli, le montagne di Nafūsah, i castelli dell'Affrica [propria] e i paesi finitimi. Fu presa Cabes con la spada. Mandò cAbd 'al Mūmin con un esercito il suo figliuolo 'Abū Muḥammad cAbd 'Allah, il quale espugnò varii paesi. Vedendo i progressi di cAbd 'al Mūmin, il popolo della città di Cafsa deliberò unanime di affrettarsi alla sottomissione e di consegnargli la città, e mandògli il principe di quella, Yaḥyà 'ibn Tamīm 'ibn 'al Mucizz, con una deputazione di ottimati. Arrivati costoro appo cAbd 'al Mūmin, il ciambellano li annunziò al califo, il quale gli disse: «Tu sbagli, non «sono quei di Cafsa». «Non sbaglio, no», rispose;