Textus Originalis

e cAbd 'al Mūmin a lui: «Come mai può esser «questo se il Mahdī dicea che i nostri taglieranno «gli alberi di Cafsa e ne abbatteranno le mura; ed «or noi dobbiam accettar la loro sottomissione e ri«sparmiarli! Ma quando Iddio decreta un avveni«mento convien che segua!». Pertanto ei mandò loro una schiera dei suoi, e ne fu lodato da un poeta del paese con la qaṣīdah, che comincia col seguente verso: «Nessuno esulta [quando si cavalca] in mezzo agli elmi ed alle lance, «Al par del califo cAbd 'al Mūmin 'ibn cAlī». E cAbd 'al Mūmin donò mille dīnār al poeta. A dì ventidue di šacbān di quell'anno (8 settembre) si appresentò [ad 'Al Mahdīah] l'armata del principe di Sicilia, nella quale si noveravano cencinquanta galee, oltre le teride. Essa veniva dall'isola di Ivisa, appartenente alla Spagna, dove avea fatti prigioni uomini, donne e bambini, e riportavali seco, quando le giunse un messaggio del re di Sicilia, che le comandava di sopraccorrere ad 'Al Mahdīah. E così vi si trovarono nel giorno che abbiam detto. Presso il porto calaron le vele, apparecchiandosi ad entrare, quando li assalì l'armata di cAbd 'al Mūmin, e tutto l'esercito montò a cavallo e schierassi alla riva del mare. A veder tanta moltitudine i Franchi sbalordirono; il timore entrò negli animi loro; cAbd 'al Mūmin, con la faccia a terra, piangeva, e pregava vittoria ai Musulmani. Si appiccò la battaglia navale: le galee dei Franchi furono messe in fuga, onde rimesser su le vele [per allontanarsi più presto]: e i Musulmani [sempre] ad inseguirle. N'ebbero sette galee, e ne avrebbero presa la più parte se avessero alzate le vele.