Textus Originalis
quisto di tutto l'Egitto. Ma Iddio volle che gli Infedeli tornassero addietro con la loro rabbia, senza aver guadagnato nulla di bene (1). Prima ch'eglino sbarcassero in Egitto, 'Asad 'ad dīn era morto, e Saladino avea preso il regno. Ragunatisi pure intorno a Damiata, le posero l'assedio e strinsero il presidio; in aiuto del quale Saladino mandò forze per via del Nilo; vi raccolse quanta gente egli avea e le fornì di danaro, armi e provvigioni. Mandò poi [dal Cairo] ad esporre a Nūr 'ad dīn (Norandino) il pericolo in cui si trovava Damiata, e a dirgli: «S'io rimango lon«tano, i Franchi s'impadroniscono di Damiata; se ci «vado, gli Egiziani, [con le forze di lor] paese po«poloso e ricco, mi potranno far molto male; mi dis«diranno l'ubbidienza, e mi si metteranno alle calca«gna, mentre avrò di fronte i Franchi: talché non «mi rimarrà scampo». Noradino gli mandò parecchie schiere, l'una dopo l'altra senza interruzione: ed egli in persona assalì i paesi Franchi della Siria; li depredò; li travagliò con continue scorrerie; li manomesse in guisa che giammai altra infestagione non avea recato maggiore sterminio a quel paese: e ciò avvenne perchè esso era vuoto di gente che lo difendesse. Al veder quelle schiere che venivano l'una dopo l'altra in Egitto, e Norandino entrato nei loro proprii paesi, e i saccheggi e il guasto di quelli, [i Franchi di Siria] tornarono addietro frustrati, senza aver guadagnato nulla, e trovarono i loro paesi desolati e le popolazioni [menomate] tra morti e prigioni. Fu (1) Corano, XXXIII, 25.