Textus Originalis
(San Giovanni d'Acri), Tiro, ed altre. Il numero [dei Cristiani] era grandissimo. Prima di loro altri erano usciti [di quei paesi]; ma non avean potuto mettersi in marcia né incominciare la guerra, perocché il re loro, ossia il loro capitan [generale] (1), che è il re degli 'Al 'Alāmān, ed ha il titolo di 'inbīrūr, il quale dicono che significhi «re degli emiri» (non era venuto per anco, ed ancor) (2) vivea 'Al Mucazzam (signor di Damasco), principe di alti spiriti, valoroso e ardito. Venuto questi a morte, siccome abbiam detto, e succedutogli il figliuolo che cominciò regnare in Damasco, i Franchi rimbaldanziti, mossero da Acri, Tiro e Bayrūt sopra la città di Sidone, che stava di mezzo tra loro e i Musulmani, e ne erano diroccate le mura. I Franchi la ristorarono, se ne insignorirono e la tolsero al dominio dei Musulmani: il che venne lor fatto, perchè le fortezze vicine, cioè Tibnīn, Hūnīn (3) ed altre erano state abbattute, siccome si è detto molto innanzi. Perciò era cresciuta la forza e l'ambizione dei Franchi. Cammin facendo [l'imperatore] occupò l'isola di Cipro; se ne fece signore, e passò quindi ad Acri; di che i Musulmani molto si commossero. Così il Sommo Iddio possa frustrar costoro ed aiutare i Musulmani pei [meriti di] (1) Ciò mi par che significhi nel presente luogo la voce muqaddam «condottiero, capitano», ecc. (2) Al periodo che rimane sospeso nel testo son da aggiugnere le parole che ho messe tra parentesi tonde, le quali parole, o altre simili, furono saltate di certo nella copia. (3) Fortezze di Siria nel distretto di Ṣafad. V. Mehren, Manuel de Cosmogr., pag. 288.