Textus Originalis
medesimo a quella volta]. Iddio [poi] fé' entrar nell'animo dei nemici tanta paura e tale spavento, che, senza aspettar altro, si ritrassero frustrati e sbaragliati, dopo avere assediata la città e averla assalita per tre giorni. Essi le diedero fiera battaglia, ma Dio preservò da loro la città. Sentendo che Saladino movea a quella volta, non soggiornarono un momento; abbandonarono i mangani e gli altri strumenti di guerra e andaron via. Ma il popolo, uscito dalla città, prese quelle [macchine, e parte] le bruciò: e fu questo un gran fatto [d'arme] ed uno dei maggiori beneficii [che Dio abbia conceduti] ai Musulmani; uno avvenimento felicissimo oltre ogni dire. CAPITOLO XXXIX. Dal Kitāb siar 'al 'abā', ecc. (Vite dei [santi] padri patriarchi, ecc., della gran città di Alessandria) (1). § 1°. Entrato l'anno 938 (dell'era dei martiri, ossia alla fine d'agosto 1221) (2) arrivarono quarantacinque galee dell'esercito dell'imperatore, che veniva in soccorso di Damiata. Ma sentendo che s'era fermata la tregua, e che i re erano [rimasi in] ostaggio, l'armata tornò indietro, ecc. § 2° (3). Nell'anno 944 (1227-8) arrivò l'ambasciatore del sultano, quel desso ch'avea viaggiato in compagnia dell'ambasciator dell'imperatore, arrivato l'anno innanzi [e ripartito dall'Egitto per la Sicilia]. Insieme con questo ambasciatore [del sultano] ne venne uno di parte del suddetto imperatore, il quale ambasciatore non avea la stessa dignità di quel primo, ma era [di grado] inferiore. Ei recava in dono cavalli, (1) Codice della Bibl. di Parigi, Anc. Fonds, 140, pag. 338. (2) Secondo il calendario Giuliano, il principio dell'anno de' martiri tornava al 29 agosto. Per far l'era volgare, si deve aggiugnere 283 fino al 31 dicembre, e 284 dal 1° gennaio in poi. (3) Pag. 352.