Textus Originalis

stoffe, minuterie d'orafo e falconi (1). Gli fu dato alloggio, com'era usanza; e il sultano, ch'egli abbia [da Dio] splendida vittoria, mosse coi suoi eserciti alla volta della Siria. Egli uscì dal Cairo la domenica, ventinove del mese di 'abīb di quest'anno (23 luglio 1228); né fermossi fino a che egli non pose le stanze in Tall 'al cUǧūl, tra 'Ad dārūm e Ġazzah. Avea lasciato vicario in Egitto il suo figliuolo 'Al Mālik 'aṣ Ṣāliḥ, con piena potestà sul paese. Entrato l'anno 945 (agosto 1228), il sultano marciò [con le genti] posando ad ogni stazione da Tall 'al cUǧūl a Nābulus, dov'ei fermossi; e l'esercito si avanzò ad 'Al Ġawr ed a Quṣayr (il castelluccio di) 'Ibn Mucīn 'ad dīn [occupando un tratto di paese che] abbracciava (2) Gerusalemme e la costiera da 'Ad Dārūm ad 'Al Quṣayr sopradetto. In questo mezzo l'imperatore era arrivato di Ponente in Cipro, e di Cipro ad Acri, dond'egli spedì ambasciatori al sultano, con preziosi doni e con gran seguito. Eran due [signori], entrambi, di alto stato: l'uno (Balian), principe di Sidone, e l'altro Tommaso conte (di Acerra), vicario del re in Acri. Il sultano li accolse con grandissimo onore: il giorno del loro arrivo fece uscire tutto l'esercito a splendida mostra. Tra il sultano e i Franchi andavano e venivano i messaggi. L'imperatore era (1) Si confronti con 'Al Maqrīzī, Bibl. Cap. LIII, pag. 519, lin. 2. Ho tradotto «minuterie da orafo» il vocabolo maṣāġ, bijouteries, come si direbbe in francese, e «falconi» il plurale ǧawāriḥ. (2) Nel testo pag. 323, lin. 6, in vece di wa ġazā, leggasi wa ḥāza. Si vegga del resto la correzione proposta dal Fleischer nell'Append., Nuove Ann., pag. 30.