Textus Originalis
filosofo, uom generoso, di gentil tratto e di bella fama. [Ma] i negoziati andavano in lungo. Il sultano, che Dio gli conceda splendida vittoria, mandava allo imperatore bei presenti di cavalle, muli, dromedarii (1), cameli battriani, stoffe, ed altri somiglianti doni da re. Poscia il sultano mosse da Nābulus, ritornò a Maǧdalīābā, e quivi stanziò e si tramutò di stazione in stazione a Qaraṭāyā, presso Ascalona: dove il giorno dell' cīd 'aḍ ḍuḥā (2) del seicento venticinque (10 novembre 1228) venne a trovarlo il suo fratello 'Ašraf, principe del Levante (3), e fu giorno di gran festa. Non smetteano intanto le ambascerie dalla parte dell'imperatore. Il sultano, che Iddio gli conceda splendida vittoria, fece venire d'Egitto il [solo] elefante che rimanea di quelli recati [in quel paese] da 'Al Mālik 'al Mascūd, principe del Yaman e dell'Ḥiǧāz, e tutti gli altri eran morti. Egli mandò dunque cotesto elefante all'imperatore; il quale mosse da Acri, e pose le stanze a Jaffa, allo scopo di ristorar questa fortezza, come avea già fatto di Ce- (1) Leggo huǧun, che può anche significare cavalli da tiro o ronzini. (2) Altrimenti 'al 'aḍḥā, come chiamano la festa del 10 di ḏū 'al ḥiǧǧah. (3) 'Abū 'al Fatḥ Mūsā, figliuolo di 'Al Mālik 'al cĀdil, la cui biografia è data da 'Ibn Ḫallikān, versione del baron De Slane, III, 486 segg. Evidentemente il nuovo nome dato al dominio di questo principe ambizioso e guerriero, si riferì al posto che occupava ne' territorii lasciati dal padre. E veramente 'Al 'Ašraf da Edessa e Ḥarrān si estese a Ḫilāṭ in Armenia, occupò parte della Mesopotamia, ecc.