Textus Originalis

sarea. Venne appo il sultano, nella sua ultima stazione, 'Al Mālik 'al Muǧāhid, principe di Emesa; il quale rimase lungo tempo con essolui, mentre questi ricevea continuamente ambasciatori dell'imperatore che stava in Jaffa, e andavano appo costui gli ambasciatori del sultano (1). . . E si sparse voce che il sultano, al quale Iddio conceda splendida vittoria, avesse fatta la pace con l'imperatore, con la condizione di cedergli Gerusalemme ed un tratto della provincia di quella città, lungo la strada che va da Acri a Gerusalemme stessa, compresavi Betlemme. Indi si seppe vera questa voce, e furono consegnate all'imperatore Gerusalemme, Betlemme, Lūd, Ramlah e i territorii confinanti a quelli tra Gerusalemme ed Acri. In questo mezzo erano state già ristorate Cesarea e Jaffa, ed assettata ogni cosa tra l'imperatore e il sultano, che Iddio perpetui il suo regno. L'imperatore entrò in Gerusalemme nei principii di quaresima di quest'anno, che fu giorno solenne. Fu loro consegnata 'As Saḫrah (2). L'imperatore rimase in Gerusalemme due giorni e non (1) Seguono qui molti altri avvenimenti dei paesi musulmani nel medesimo anno, i quali tralascio perchè non hanno relazione con la Crociata di Federigo II, della quale si ripiglia il racconto nel modo che segue. (2) «Il sasso». Questo nome danno i Musulmani ad una cappella della Moschea di cUmar, perchè avvi il sasso sul quale credono che Giacobbe abbia appoggiato il capo, dormendo. V. Genesi, Cap. XXVIII, versi 11, 18. Si confronti con gli scrittori musulmani che dicono riserbata a' loro correligionari la Moschea di cUmar: e forse il «loro» del cronista si riferisce ai Musulmani.