Textus Originalis
più: ritornò quindi in Acri, dove rimase sino al compimento della festa [pasquale]; e, lasciato il governo ad un suo fidato, se ne tornò per mare ai proprii paesi. § 3. Anno 958 (29 agosto 1241-28 agosto 1242) (1). Arrivò in Alessandria un ambasciator dell'imperatore con grandi ricchezze e rare preziosità e doni splendidi. Dicesi che la sua nave era capace di cento marinai, e che portava il nome di Nuṣf 'ad dunīāh (Mezzo mondo). Quest'ambasciatore tardò a venire al Cairo; avutone poi il permesso, viaggiò per terra, che gli fecero fare un lungo cammino, e lo fecero girare fin sopra 'Al Fayūm; in guisa ch'egli arrivò sino alle Piramidi e passò [il Nilo] a Gīzah. Avea un seguito d'un centinaio d'uomini. Fu solenne il giorno del suo arrivo. Eran parate a festa per lui entrambe le città [il Cairo e Miṣr, ossia il Cairo vecchio]; tutto l'esercito marciò per andargli all'incontro, e così anco gli ottimati della città. Il detto ambasciatore e il suo compagno, chè due eran essi, montavan due cavalli di Nubia, di quelli del nostro padrone il sultano, al quale Iddio conceda splendida vittoria. [Gli ottimati musulmani] accompagnarono gli ambasciatori infino all'alloggio loro [assegnato] nei palagi del sultano, che giacciono nel rione di Dār 'ad dībāǧ, e son chiamati Sukn (ostello di) 'as Sāḥib, 'ibn Šakr. Il più vecchio dei due ambasciatori, il quale, a quanto si dicea, solea portare sul corpo un vestito di lana, [ebbe stanza] nel palagio più grande, (1) Pag. 413, dopo la descrizione di una eclissi totale di sole (6 ottobre 1241).