Textus Originalis
e il minore [fu alloggiato] nella casa che è presso Bāb darb as šayḫ; la quale ha il nome di Ostello di cIzz 'ad Dīn, che era figliuolo del Ṣāḥib ricordato di sopra. Furono assegnate a cotesti ambasciatori delle pensioni [giornaliere] e dati de' desinari, fatti de' regali, e usata verso di loro ogni maniera di larghezze, che non v'era esempio di sì splendida ospitalità. Stettero parecchi giorni pria che potessero abboccarsi col nostro padrone il sultano, del quale Iddio perpetui il regno. Egli poi chiamolli a sé; mandò per loro due destrieri nubii e delle cavalcature pel loro seguito; poi ch'essi eran venuti per mare [senza cavalli]. Il giorno che salirono alla Qalcat (La ròcca, il Castello del sultano), guardata da Dio, fu gran festa come quella dell'entrata loro [al Cairo]. Per cagion dell'inverno rimaser essi nel paese, trattati come ospiti ed onorati di conviti, divertimenti, cacce e tiri a segno con la balestra. § 4. Anno 959 (29 agosto 1242-28 agosto 1243) (1). In questi giorni si riseppe ch'era giunto in Alessandria un ambasciatore, mandato dall'imperatore al nostro signore il sultano 'Al Mālik 'as Ṣāliḥ; il quale ambasciatore avea navigato in una buṭsah (buzzo), chiamata Nuṣf 'ad dunīā (Mezzo mondo); della cui grandezza la gente facea le maraviglie, dicendosi che portava trecento marinai, senza contare i passeggieri, e che v'era un immenso carico di mercanzie: olio, vino, cacio, miele d'api, ed altre derrate. (1) Pag. 440.