Textus Originalis

strusse quel popolo con la fame e con le uccisioni; sì che la più parte rifuggissi nei paesi dei Rūm. Dopo il suo ritorno nell'Affrica (1) [propria], egli solea dire, vantandosi: «Al più al più ne ho fatti «uccidere o perire [altrimenti] un milione, e al manco «seicentomila». Egli era stato mandato in Sicilia nei principii del regno di 'Al Qāym, l'anno trecenventicinque (19 novembre 936 - 7 novembre 937). Era una volta caduto in disgrazia, negli ultimi del regno di cUbāyd 'Allah 'al Mahdī, ed avea avuto cagion di temere [per la propria vita]; ma venuto a morte il Mahdī, rassicurollo 'Al Qāym, e l'adoperò [nel governo]. Allora ei trascorse agli [atti della] più fiera tirannide: preghiamo Iddio che non ci faccia cascare dall'islamismo nell'empietà! (2). Datogli poi lo scambio nel governo della Sicilia, 'Al Qāym lo prepose alla guerra contro il ribelle 'Abū Yazīd (3) e mandollo alla città di 'Al Qayrawān con mille cavalieri, eletti tra i più valorosi schiavi [stanziali]. Ḫalīl trattò sì male cotesti soldati che per dispetto si ammutinarono contro di lui. Ma, assalito da 'Abū Yazīd, egli si ritrasse in 'Al Qayrawān, dove 'Abū Yazīd andò ad assediarlo nel (1) Si confronti col Bayān, qui appresso, Capitolo XLIV, anno 325. (2) Letteralmente: «Che Iddio ci preservi dal disfare il turbante dopo ch'è stato avvolto [al capo]». Così di certo va qui tradotto il modo di dire usato nel testo; i varii significati del quale adagio si leggono nel dizionario di Lane, I, 665, alla voce ḥawr «sciogliere» che rima con kawr «avvolgere», ed entrambe con ǧawr «tirannide». (3) Si vegga un cenno su questa grande rivoluzione nella St. dei Mus., II, 198 segg.