Textus Originalis
Indi (cImād 'ad dīn) riferisce una lettera scritta da Saladino ad un degli emiri di Siria, raccontandogli distintamente il caso. La somma della quale lettera è: che le prime navi dell'armata arrivarono verso l'ora di aẓ ẓuhr (mezzodì), e le altre successivamente fino all'ora di 'al caṣr (vespro) (1), e ciò mentre le guardie se ne stavano sbadate; non già mentre mancava ogni notizia [della mossa del nemico]. Perocché era già noto che si allestisse cotesta armata, e se n'era messo in sospetto cAbd 'al Mūmin pei paesi [musulmani] di Ponente; ne sospettava ancora il principe di Costantinopoli, per le isole dei Rūm [nell'Arcipelago]. Ma visto [da' cittadini] d'Alessandria il gran numero [di gente] e la gran copia di preparamenti [ch'erano su quest'armata], ne nacque grande ansietà, e si cominciò ad esagerare la forza [dell'armata] e a dir che ingombrava tutto il mare. Il popolo, costernato, volle [dapprima] impedire lo sbarco. Poi fu consigliato di ritrarsi sotto le mura; sì che l'armata nemica ebbe campo di operare lo sbarco, e messe a terra i cavalli dalle teride e i fanti dalle navi. Contavano mille cinquecento cavalli e trentamila combattenti in tutto, tra fanti e cavalieri: le teride che portavano i cavalli erano trentasei, e dugento le galee, ciascuna delle quali montata da cencinquanta uomini. Sei legni eran carichi di strumenti di guerra e d'assedio, costruiti di grosse travi e simili; quaranta navi onerarie portavan le vittuaglie ed anche i saccomanni, i mozzi di stalla, gli artefici delle navi, delle torri di assalto, delle dabbābāh (gatti) (1) Precisamente l'ora di mezzo tra mezzodì e il tramonto.