Textus Originalis

Dei nemici scamparon soli quei che, spogliate le vestimenta (1), si buttarono in mare. I nostri, lanciativisi anch'essi, sfondarono alcune navi, sì che le fecero sommergere. Il rimanente dell'armata fuggì, e i decreti infallibili di Dio la raggiunsero. Tra uccisi, annegati, prigionieri e dispersi lo [esercito] nemico si dileguò. Trecento cavalieri si difesero in cima di un colle; ma lor furono presi i cavalli ed essi tutti uccisi o fatti prigioni. Di arnesi, macchine ed armi fu presa tal quantità che mai più. L'armata fé' vela da Alessandria il giovedì. Al dire d' 'Ibn Šaddād, il nemico sbarcò nel mese di ṣafar; avea trentamila uomini e seicento vascelli, tra galee, teride, buṭsah (buzzi) e simili. § 2. Estratti della epistola che Saladino inviò all'illustre diwano [del cadifo di Bagdad], nella quale ei ricordava i meriti guadagnati con la guerra sacra che sostenne contro i Franchi durante la vita di Norandino; co' conquisti dell'Egitto, del Yaman e di molti paesi sui confini del Maġrib; con la ristorazione della preghiera pubblica a nome degli cAbbāsidi in tutti que' paesi (2) . . . Or facendoci a dire dei nemici che circondano cotesti paesi e degli Infedeli che ci combattono con [le forze di] possenti reami e di tenaci propositi, è da annoverare il principe di Costantinopoli, massimo dei tiranni, Golia di [quegli] Infedeli, (1) Libs, che forse qui significa armatura, o in ispecie «maglia di acciaro»: che mi è parso il significato del vocabolo congenere libās, in un luogo d' 'Ibn 'al 'Aṯīr, qui sopra, Cap. XXXV, pag. 427. (2) Lasciando il resto, che non fa al nostro argomento, continuo col solo B, foglio 128 verso, poiché A non dà intera la epistola.