Textus Originalis

ai quali piacquer molto quelle stanze. La via che di lì mena a Ǧabalah lungo la costiera è un angusto passo, malagevole a' cavalli: dove i Franchi [frati] Spedalieri hanno una fortezza che addimandasi 'Al Marqab, minacciosa e ben munita, sì che non [si può prendere] altra strada che quella a piè del colle [sul quale sorge questo castello]. Or egli occorse che il tiranno di Sicilia, non potendo inghiottire le [sconfitte] toccate da' Franchi su la costiera [di Siria], aveva allestita un'armata, nella quale delle [sole] galee si contavano ben sessanta legni, che ciascuno di essi l'avresti creduta una ròcca o una collina (1). Aveva il re preposto all'armata un tiranno per nome Margarite; il quale, arrivato, non nocque né giovò. [Di certo] i Franchi della costiera non alzaron la testa per cagione di costui, [anzi] n'ebbero grave molestia. Egli [conducea] diecimila uomini, pei quali era mestieri di molte vittuaglie e di molta spesa. Ei tirò verso Tiro, poi tornò a Tripoli; corse qua e là pei mari; si volse a diritta ed a manca; si confuse; batté [l'acqua] d'ogni banda per un mese (2), che non sapea che si fare, né vedea modo di cavarsene fuori. Or avendo sentito che gli eserciti musulmani dovean passar lungo la costiera per andare a Ǧabalah, costui venne con le galee; le attelò lungo la via, e [propriamente] là dov'essa era più angusta: da quelle gli arcieri [saettavano i Musulmani nel passaggio]. Al- (1) Si confronti la pag. 340 della versione, nota 2. (2) Credo vada messo al plurale, [parecchi] mesi, come nel testo citato di 'Imād ad dīn, che risponde nella nostra versione a pagina 341.