Textus Originalis

«sultano, ei disse, o re clemente, la cui giustizia è «nota a tutti e divulgata la magnanimità; la cui «possanza ha vinto; la cui bontà è manifesta, se tu «avrai compassione di cotesta gente sbigottita della «costiera, tu regnerai sugli [animi loro] avvinti [dalla «gratitudine]. Renduti che lor avrai i lor proprii «paesi, costoro ti si faranno [volontariamente] schiavi; «ti ubidiranno da presso e da lungi. In caso contrario «verranno di là dai mari, numerose quanto i caval«lelloni del mare, delle bande e poi delle bande; muo«veranno contro di te i re delle genti da ogni reame «e da ogni provincia, ecc.» (1). (1) Continua, senza varianti che importi di notare, nello stesso tenore del testo di 'Imād 'ad dīn, Bibl., pag. 208, 209, versione 343 segg. CAPITOLO XLIII. Dal Kitāb tašrīf 'al 'ayām, ecc. (Gloria dei giorni e dei tempi), cioè: Biografia del sultano 'Al Mālik 'al Manṣūr (1). § 1. (Anno dell'egira seicento ottantatrè = 20 marzo 1284 - 8 marzo 1285). — Dai paesi dei Franchi giugneano in quest'anno, come nei precedenti, continui avvisi delle guerre intestine, in cui si travagliavan essi; che mal poteano stare insieme l'uno con l'altro in questo mondo, ed era spenta ogni carità nell'animo degli uomini, struggentisi a vicenda con assalti e stragi. Pertanto si riseppe esser mancati di questa vita il sovrano di Tiro, il re di Cipro, e indi il costui figliuolo. Il ventisei del mese di ṣafar di quest'anno (14 maggio 1284) s'intese, poi, la morte del re di Francia e dell'imperatore d'Alemagna, e come re (1) Codice di Parigi, Suppl. ar. 810. Vita del sultano mamluko Qalāūn, scritta da un anonimo contemporaneo, il quale, ricordando (foglio 272 verso) l'entrata di quel principe al Cairo, l'anno seicento ottantacinque (1286-7), dà uno squarcio della poesia da lui composta in questa occasione. Cf. il mio «Vespro Siciliano» edizione del 1876, vol. 2°, p. 380 e segg. Comincia il § 1 a fog. 114 recto.