Textus Originalis
pria mano dagli ambasciatori di esso [imperatore] in lingua arabica e franca; del qual trattato [ora] gli che gli ambasciatori aragonesi aspettarono che si copiasse il trattato, cui scrisse gli ambasciatori di esso. Or questo vocabolo scrisse, posto al singolare, per virtù della sintassi arabica, si accorda bene col soggetto al plurale che segue, cioè «ambasciatori di esso», ma non sarebbe compatibile col soggetto al plurale che precede, cioè ambasciatori aragonesi, il qual soggetto regge poco prima il verbo aspettarono messo al plurale. La mutazione dunque del numero indicherebbe abbastanza la mutazione del soggetto: ma v'ha di più. Il pronome «esso», che determina la voce «ambasciatori» nel secondo membro della frase, non si può riferire al sostantivo più vicino, che è «sultano»; e però convien riportarlo al sostantivo che precede immediatamente, e che primeggia in quell'inciso, cioè l'imperatore; non ad Alfonso, nominato assai più addietro, in principio del periodo. Notisi che dopo questa parentesi ritorna il verbo al plurale e si riferisce a' legati aragonesi. Se la costruzione grammaticale, ancorché intralciata, porta a questo intendimento, il nesso dei fatti lo dimostra poi chiaramente: 1° Gli ambasciatori aragonesi aspettarono che fosse fatta la copia del trattato; 2° «Gli ambasciatori di esso scrissero di propria mano il trattato in arabico e in lingua franca»; 3° Essi lo portarono al signor loro; 4° poi sottoscrissero l'arabico; 5° Finalmente recarono copia di questo trattato a Don Alfonso e al re di Sicilia, con animo di venir di nuovo in Egitto a prender seco loro i legati del sultano, in man dei quali i principi di casa d'Aragona doveano prestare il giuramento, nel caso, ben s'intende, che le corti d'Aragona e di Sicilia assentissero i patti novelli fermati dagli ambasciatori con Qalāun. Or chi non vedrebbe l'assurdità di questo racconto, se gli ambasciatori del N. 2° fossero gli stessi ambasciatori del N. 1°, i quali così: 1° avrebbero aspettato che altri facesse la copia; 2° avrebbero copiato di lor mano nelle due lingue; 3° avrebbero portato in Europa l'originale bilingue; 4° avrebbero lasciato in Egitto l'arabico con le soscrizioni loro; 5° avrebbero ripreso quest'originale arabo per mostrarlo anche in Europa? Chi non si accorge, al contrario, che intendendo per «ambasciatori di esso» gli ambasciatori di Federigo, e lasciando