Textus Originalis
ambasciatori [di Don Alfonso] recarono la copia al loro sovrano; sottoscrissero di propria mano l'esemplare arabico [del nuovo trattato], e ne recarono una copia al signor loro e al suo fratello il sovrano di Sicilia, [con animo] di ritornare [in Egitto], e prender secoloro gli ambasciatori del sultano (1). Il N. P. il sultano [intanto] giurò i patti fermati; e sì giurolli il N. P. e suo figliuolo [intitolato] 'al Mālik 'al 'Ašraf (il re illustrissimo). correre un mezzo secolo tra le due legazioni, si dileguano tutte le oscurità e le contraddizioni? Il trattato del 1229 evidentemente si fece copiare al Cairo nel 1290, perchè i negoziatori egiziani vollero stipolare le medesime condizioni dei tempi di Federigo, per avventura più gradite ai Musulmani che quelle che or avea proposte la corte di Aragona: e forse il punto principale della difficoltà era la lega offensiva e difensiva, notata espressamente dal cronista con le parole «e fin promettendo che terrebbero per nemici», ecc. Si fece copiare il trattato di Federigo II, perchè i legati aragonesi o fingeano di non conoscerne i termini, o conoscean sol quelli della copia franca, o vogliam dire latina, riportata a Federigo; la qual era probabilmente diversa dall'arabica, come si usava in quei tempi; il che io ho sostenuto in altro luogo, seguendo le orme di M. De Sacy. Insomma la legazione trovò in Egitto un intoppo, e fu costretta a mutare alcuni patti, per l'appunto come fu preveduto nelle istruzioni della nuova ambasceria mandata in Egitto da Giacomo il 1292, che si leggono nella mia Guerra del Vespro Siciliano, edizione del 1876, al Documento XXXIII. (1) Ognuno intende che in man di costoro doveano prestare giuramento i principi di Casa d'Aragona, dopo aver accettata la nuova forma del trattato e rimandati in Egitto i loro ambasciatori.